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La marca da bollo è un tipo particolare di carta-valori, simile a un francobollo, serve per versare l’imposta di bollo dovuta per la presentazione o la richiesta di alcuni documenti come:
- atti civili
- commerciali
- giudiziali
- extragiudiziali
- avvisi
- manifesti
Si usano quindi su certificati anagrafici, per il rilascio di documenti come il passaporto o la patente, sulle ricevute fiscali, sulle fatture, su atti notarili.
Dal 1° settembre 2007 addio alle “vecchie” marche da bollo
Dal 1° settembre 2007 le vecchie marche da bollo, come stabilisce
il decreto ministeriale del 25 maggio 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno, sono state sostituite da quelle telematiche, rappresentate da un contrassegno telematico: da quella data, dunque, le vecchie marche da bollo simili a francobolli sono andate definitivamente in pensione.
Le nuove marche da bollo telematiche permettono un maggiore controllo in quanto hanno una data temporale certa stampata sul contrassegno, inoltre, hanno un codice univoco che le identifica consentendone l’autenticità.
Dove si compra una marca da bollo
Le marche da bollo si acquistano dai rivenditori autorizzati, di solito bar, tabacchi, ricevitorie. In generale in tutti i punti in cui c’è l’insegna Lottomatica valori bollati. Sono attività dotate del terminale Lottomatica Servizi LIS Printer le quali potranno emettere la marca da bollo dell’importo dovuto.
Di solito il valore delle marche ha due tagli prefissati: quelle da 2 o da 16 euro. Ci sono però casi in cui l’imposta varia a seconda del documento per il quale viene pagata. Il bollo sulle cambiali varia in funzione dell’importo delle cambiali stesse.
Da qualche anno l’imposta può essere assolta in modo virtuale e pagata online. In questo caso non c’è il rilascio della marca adesiva ma vengono comunicati gli estremi che rendono evidente il pagamento dell’imposta. Questi estremi di solito vanno inseriti nel documento per il quale si è pagata l’imposta di bollo.
Con l’introduzione della fatturazione elettronica è cambiata anche la modalità di versamento dell’imposta di bollo sulle fatture. Con chiusure trimestrali è dovuto all’Agenzia delle Entrate il valore totale delle imposte di bollo del trimestre da versare entro il giorno 20 del mese successivo alla chiusura.
Tipi di marca da bollo e quando si applicano
Le marche da bollo più utilizzate sono quelle da 2,00 euro e da 16,00 euro. Questi importi sono stati introdotti nel 2013, in quanto prima costavano rispettivamente 1,81 euro e 14,62 euro.
- Le marche da bollo da 2,00 euro
L’applicazione di queste imposte è obbligatoria solo in alcuni casi e da parte di alcuni tipi di contribuenti. La marche da bollo da 2,00 euro si applicano, infatti, sulle fatture o ricevute fiscali, cartacee, elettroniche o in PDF inviate tramite e-mail, emesse senza l’addebito dell’IVA. In particolare per gli importo superiori a 77,47 euro per operazioni che non prevedono appunto l’addebito dell’IVA.
Quando viene emessa una fattura con importi soggetti ad IVA ed importi non soggetti, la marca da bollo si applica solo quando gli importi non soggetti ad IVA siano maggiori al sopracitato importo. L’imposta deve essere applicata sulla copia originale della fattura consegnata al cliente. Sulle altre copie sarà necessario riportare la dicitura “imposta di bollo assolta sull’originale”.
- Le marche da bollo da 16,00 euro
Per quanto riguarda invece le marche da bollo da 16,00 euro, queste si devono applicare in caso di:
- atti rogati o autenticati da un notaio o altro pubblico ufficiale;
- scritture private contenenti convenzioni anche unilaterali che regolino rapporti giuridici di qualsiasi specie;
- istanze ed in genere memorie rivolte ad un organo della pubblica amministrazione dello stato o di un ente pubblico territoriale, che abbiano la finalità di ottenere il rilascio di certificazioni e provvedimenti amministrativi.
Riportando alcuni casi pratici, le marche da bollo da 16,00 sono apposte in caso di richiesta del certificato di vigenza, del certificato storico Camera di Commercio e il certificato di iscrizione camerale. La regola è di una marca ogni 4 pagine. Anche i certificati generici del comune (tranne quelli di nascita, morte e matrimonio) sono soggetti a spese integrative relative a marche da bollo.
Durata e scadenza massima marca da bollo
In molti si chiedono se una volta stampate, dal momento che le marche da bollo telematiche che da alcuni anni hanno sostituito quelle cartacee riportano la data di emissione, abbiano una scadenza. In realtà la normativa dell’imposta di bollo contenuta nel Dpr n. 642/1972, all’articolo 2, specifica i termini entro i quali l’imposta deve essere corrisposta ma non prevede alcun termine di validità dei valori bollati, dunque, la marca da bollo non ha una scadenza. L’importante è che abbia pari data, o precedente rispetto all’atto al quale vengono accompagnate, pena il pagamento di un’imposta di bollo ulteriore, a seconda del periodo di tempo trascorso.
Non avendo, dunque, alcuna scadenza, la marca da bollo non ha una durata né una scadenza massima
La data presente sulla marca, insieme all’ologramma, serve dunque solo ai fini della tracciabilità e dell’antifalsificazione ma, anche se applicata su un passaporto, la marca da bollo non avrà scadenza o meglio, la sua scadenza coinciderà con la data di scadenza del passaporto stesso.
Le marche da bollo possono perdere la loro efficacia?
Le marche da bollo non scadono ma possono perdere la loro efficacia insieme al documento su cui sono apposte. Un certificato anagrafico, ad esempio, ha una validità di sei mesi. Dopo la scadenza la presenza della marca da bollo sul documento è irrilevante. In casi come questo si usa dire che la marca da bollo è scaduta insieme al documento, ma è ovviamente una forzatura.
Come si annulla una marca da bollo
Abbiamo già detto del fatto che una marca da bollo è inutilizzabile se è già stata utilizzata. Vediamo, adesso, come si annulla una marca da bollo.
A rigor di legge, l’annullamento delle marche avviene con
- perforazione della marca
- sottoscrizione mediante firma di una delle parti
- apposizione della data
- apposizione di un timbro parte
Esclusa la perforazione gli altri metodi vanno messi in pratica utilizzando un’ area che comprenda ciascuna marca e parte del foglio.
Per l’annullamento deve essere usato inchiostro (va bene quello di una penna) o matita copiativa.
Non si può scrivere né apporre timbri o altre stampigliature sulle marche da bollo, tranne che per eseguirne l’annullamento.
In pratica le marche da bollo si annullano con un segno che renda chiaro il loro utilizzo
- firma
- data
- timbro
facendo in modo che il segno coinvolga sia le marche da annullare che su il foglio sulle quali sono apposta.
Le marche si annullano anche perforandole con un’obliteratrice.