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Una sentenza della Cassazione stabilisce che è legittima la multa all’automobilista che fa la pipì sul guardrail dell’autostrada.
Può capitare a chiunque, durante un lungo viaggio in autostrada, di doversi fermare per un bisogno fisiologico impellente: un’esigenza decisamente comune, che tuttavia può avere conseguenze importanti.
Lo sa bene un automobilista di Capracotta, in provincia di Isernia, che si è visto multare dalla Polizia per esser stato sorpreso ad accostare la vettura, scendere a bordo strada ad urinare in piedi sul guardrail che delimitava la corsia di emergenza, in un tratto dell’Autostrada.
L’uomo si è giustificato lamentando di non aver potuto soddisfare altrimenti il proprio bisogno impellente e di aver adottato comunque tutte le cautele per evitare di essere visto.
Giustificazioni che però non sono servite: la Polizia lo ha infatti sanzionato per oltraggio alla pubblica decenza ed è stato successivamente multato con una cifra pari e 3.300 euro, rilevando che, malgrado le cautele asseritamente adottate, l’uomo era risultato ben visibile alla pattuglia che lo aveva appunto multato.
Urinare in autostrada: quando è giustificato?
Il comportamento di urinare in autostrada può essere giustificato quando la sosta è imposta da un malessere del conducente, o di un passeggero del veicolo, che rende indispensabile fermarsi per espletare il bisogno fisiologico. In questi casi, i giudici riconoscono l’esistenza di uno «stato di necessità» che consente di fermarsi per soddisfare questo bisogno impellente di fare la pipì.
Anche in questi casi, però, bisogna cercare di mettersi al riparo o, come ha affermato la Corte di Cassazione in una nuova sentenza, di “usare tutte le cautele possibili per evitare di essere visto e di offendere la pubblica decenza”, altrimenti l’atto di urinare in autostrada integra la violazione, ed a quel punto è irrilevante che la condotta “non sia stata percepita da alcuno e che non sia risultata concretamente offensiva”.
Ma urinare in autostrada è reato?
Queste azioni, nonostante non siano considerati reati, sono tutte legate alla regola del buon costume e della pubblica decenza.
Ma in seguito al decreto di depenalizzazione, avvenuto nel 2016, fare la pipì in autostrada non è più considerato un reato.
Ciò significa che, in caso di un bisogno fisiologico dell’uomo, il gesto è punito non più come reato, ma come semplice illecito amministrativo. Si rischia quindi solo una sanzione che può attestarsi fino ai 10.000 euro.
La motivazione è che il gesto è “contrario alla pubblica decenza rimanendo irrilevante che tale atto non era stato percepito da alcuno e che lo stesso non era risultato concretamente offensivo”. Insomma, l’automobilista deve pagare anche se non ha dato fastidio a nessuno e se non ha provocato situazioni pericolose per la viabilità.
Come contestare la sanzione?
In ogni caso, chi si becca la multa per il bisogno fisiologico fatto in luogo pubblico, ovvero posti accessibili a chiunque (strada cieca, parcheggi di un supermercato, una pompa di benzina, piazzola di sosta di un’autostrada) può sempre fare opposizione davanti al giudice di pace entro 30 giorni dal ricevimento della sanzione. Ma bisogna avere, dalla propria parte, un buon certificato medico per evitare la condanna.