Tari: come difendersi da un accertamento errato?

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In diversi Comuni italiani, molti cittadini stanno ricevendo avvisi di accertamento Tari (Tassa sui Rifiuti) errati. Questo fenomeno è particolarmente evidente a Roma, dove il Comune sta effettuando una campagna per recuperare l’evasione fiscale, inviando avvisi anche a chi non è più proprietario dell’immobile o l’ha affittato. Si teme che simili errori possano verificarsi in altri Comuni. Chi riceve un avviso errato deve sapere come tutelarsi e far valere i propri diritti.

Chi deve pagare la Tari?

La Tari è dovuta dal proprietario dell’immobile alla data della scadenza dell’imposta. Tuttavia, se l’immobile è affittato o in usufrutto, l’obbligo di pagamento passa rispettivamente all’inquilino o all’usufruttuario. Lo stesso vale in casi particolari, ad esempio quando l’immobile è in uso all’ex coniuge con diritto di abitazione.

Casi specifici:

  1. Immobili affittati:

Se il contratto di locazione è registrato e ha una durata di almeno sei mesi, l’inquilino è obbligato a pagare la Tari. Il proprietario deve comunicare i dati dell’inquilino al Comune affinché gli archivi vengano aggiornati.

  1. Vendita dell’immobile
  • La responsabilità del pagamento dipende dalla modalità di trasferimento:
  • Vendita con rogito notarile: La Tari è a carico del venditore fino alla data del rogito.
  • Vendita con consegna posticipata: Il venditore resta responsabile fino alla consegna effettiva dell’immobile.
  1. Comodato d’uso gratuito:

In questo caso, la tassa spetta alla persona che utilizza l’immobile.

Cosa fare in caso di avviso errato?

Se ricevi un avviso Tari per un immobile che non possiedi più o per il quale non sei responsabile:

  • Prova l’estraneità: Presenta documenti che dimostrino che non sei più proprietario, come il rogito di vendita o il contratto di locazione.
  • Tempi per il ricorso: È fondamentale rispettare i termini previsti dalla legge per contestare l’accertamento.
  • Procedura di ricorso: Puoi presentarlo anche senza avvocato, ma è consigliabile rivolgersi a un esperto per evitare errori.

Se non presenti ricorso, l’accertamento diventa definitivo e dovrai pagare l’importo richiesto.

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