Cos’è il catcalling? Chi ne è vittima?

 

3′ di lettura

Sul web si parla sempre più spesso di catcalling, un termine che in Italia è più comunemente noto come ‘molestie da strada’. Questo fenomeno è  sostenuto da una serie di iniziative di gruppi di attivisti per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla discriminazione e la violenza di genere.

Tutto è cominciato da alcune storie Instagram di Aurora Ramazzotti, figlia del cantautore italiano Eros Ramazzotti e della presentatrice tv svizzera Michelle Hunziker infastidita da frasi sessiste e linguaggio irrispettoso e poco elegante che vengono rivolte alle donne da sconosciuti più o meno giovani per strada.

Le origini

Il catcalling è un termine di derivazione inglese, lingua in cui la parola è attestata col significato attuale a partire dal 1956. Catcalling, in questo contesto, si forma dal verbo (to) catcall, documentato già a partire dalla seconda metà del Settecento, per indicare rispettivamente l’atto di fischiare a teatro gli artisti sgraditi e il fischio di disapprovazione stesso, quindi per dichiarare un non gradimento. Il sostantivo catcall, nel significato originario di ‘verso che i gatti fanno di notte’, è attestato dalla seconda metà del Seicento

Si tratta di vere e proprie molestie verbali, dunque una molestia non agìta bensì parlata, che avviene in aree pubbliche come strade, centri commerciali, mezzi di trasporto e parchi, consistenti in apprezzamenti più o meno volgari, complimenti non richiesti, fischi, domande invadenti, gesti, versi battute e commenti volgari a sfondo sessuale indirizzati al corpo della ‘vittima’ o al suo atteggiamento, inseguimenti ed offese concernenti l’aspetto fisico, avance sessuali. Di solito le vittime sono le donne ma possono consistere anche in insulti omofobi, transfobici ed altre offese riguardanti l’etnia, la religione, la classe sociale e la disabilità, palesando l’intento discriminatorio di chi le pone in essere.

Può ritenersi bullismo?

Partendo dal significato che, a livello collettivo, è più o meno riconosciuto, vediamo come il catcalling possa considerarsi una sorta di bullismo con la differenza che mentre quest’ultimo si manifesta in ambienti ristretti, il catcalling viene posto in essere in strada da persone sconosciute e, quindi, può colpire chiunque.

Il catcalling sinonimo di una cultura sessista, arretrata e patriarcale.

Il fenomeno viene spesso banalizzato come semplici apprezzamenti senza alcun intento di molestia. Parole e gesti che però nella maggior parte dei casi non sono richiesti, non fanno piacere e tradiscono comportamenti fortemente sessisti. Se un uomo fischia a una donna per strada o le fa un battuta fin troppo esplicita, non è un complimento e in moltissimi casi viene percepito come una vera e propria molestia, rivelando una scarsa stima della donna, che viene per lo più assimilata a oggetto del desiderio ledendone la dignità.

 Il fischio ricevuto viene sentito come un atto discriminatorio che evidenzia un immaginario che da sempre appartiene alla cultura umana, vale a dire la considerazione dell’uomo più forte della donna.

Il catcalling è una forma espressiva che fa sentire all’uomo magari  fisicamente imponenti la necessità di avere potere sulle donne, di marcare una differenza di genere basata sulla forza e sulla possessività.

Cosa comporta alle vittime?

Queste molestie indesiderate e svilenti suscitano in chi le subisce sentimenti contrastanti, quali rabbia, impotenza, disagio e senso di colpa, Tanto che, in alcuni casi, subisce anche condizionamenti nelle proprie abitudini, in effetti, molte donne che non si sentono più libere di camminare per strada e indossare ciò che vogliono come se il motivo per il quale si viene molestata dipendesse dal proprio modo di vestire o dalla propria condotta.

Per sentirsi più sicure, allora, le donne limitano i propri movimenti e la propria libertà, evitando alcuni luoghi dopo certi orari, tenendo in mano un mazzo di chiavi o scegliendo strade percepite come più ‘tranquille’ per tornare a casa”.

L’importante è puntare sull’educazione e sul rispetto

“Il catcalling è una disfunzione culturale, per tale motivo sono necessarie la prevenzione e l’educazione già dai primi anni di scuola, quale agenzia educativa e formativa d’eccellenza insieme alla famiglia. Agendo fin dall’infanzia si può contribuire a creare una forma mentis dedita al rispetto reciproco, in cui ognuno ha dei ruoli ben delineati e riconosciuti.

Non può e non deve essere assecondato.

Il catcalling quando diventa reato?

Il catcalling, di per sé, non costituisce reato. Non esiste infatti una norma di legge che punisce questo tipo di condotta. Deriva, dunque, che la vittima non potrà sporgere querela presso le autorità se un gruppo di ragazzi fischia dietro a una donna che passeggia in strada, oppure rivolge alla stessa degli apprezzamenti volgari.

Esiste, tuttavia, un’ipotesi di reato che sembrerebbero potersi adeguare anche al catcalling, trasformando così questa condotta in un’azione penalmente rilevante. Il riferimento è al reato di molestia o disturbo alle persone previsto dall’articolo 660 del Codice penale. La norma, infatti,  punisce con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a €.516,00 chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o altro biasimevole motivo, reca a taluno disturbo o molestia. Così facendo, però, si ritiene che questo crimine intenda punire il turbamento alla pubblica tranquillità e non la dignità della persona offesa molestata

Dunque, in Italia, almeno per ora, in merito manca la volontà di procedere con una legge ad hoc.

In altri Paesi, invece, lo scenario è differente: Il governo francese nel 2018 ha approvato una legge che dichiara punibile il catcalling su strade o mezzi di trasporto pubblico con multe fino a 750 euro, oltre a una mora per comportamenti più aggressivi.. Sanzioni simili in Perù e in diversi Stati degli USA (ad esempio in Illinois) dove esiste una specifica regolamentazione contro le molestie di strada.

Il catcalling, inoltre, è punito dalla legge anche in Belgio e in Portogallo.

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