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Se per caso le bollette per la corrente elettrica che vi arrivano a casa sembrano un po’ più care del solito o comunque più care rispetto all’uso che ne fate, vi conviene dedicare un po’ di tempo e attenzione a leggerle per controllarne bene i dati in quanto potreste aver diritto ad un rimborso di 10 anni e continuare ad avere un bel risparmio.
La prima cosa da fare è quella di verificare l’importo e se questo risulta sospetto è importante controllare i dati che possono variare a seconda che si tratti di D2 e D3. Ma cosa significa? Ecco le differenze:
- La tariffa bioraria D2 è applicata obbligatoriamente ai clienti domestici residenti fino a 3kW di potenza impegnata con contatore elettrico riprogrammato sulle 3 fasce di consumo che hanno già ricevuto almeno 3 fatture di conguaglio.
- La tariffa bioraria D3 è applicata obbligatoriamente ai clienti domestici oltre 3 kW e non residenti fino a 3 kW di potenza impegnata che hanno un contatore elettronico riprogrammato sulle 3 fasce di consumo e che hanno già ricevuto almeno 3 fatture di conguaglio. (questa ha costi maggiorati del 30% circa).
Per entrambe le tariffe il prezzo dell’energia elettrica viene calcolato sommando questi tre corrispettivi:
- un corrispettivo fisso per ogni contatore (definito in centesimi di euro/anno);
- un corrispettivo di potenza, proporzionale al valore di potenza impegnata (in centesimi di euro/anno per ogni kW);
- un corrispettivo variabile in funzione dei consumi effettivi (in centesimi di euro/kWh).
Quindi se siete residenti e avete fino a 3 kW, ma siete in tariffa D3 state pagando le vostre bollette maggiorate di circa il 30%. A questo punto potete contattare l’Enel e chiedere un rimborso retroattivo fino ad un massimo di 10 anni, per tutte le bollette in cui avete pagato la maggiorazione.
Una volta richiesto il rimborso è possibile contattare l’Enel, o telefonicamente o tramite mail, per chiedere di passare alla tariffa corretta, inviando tutta la documentazione richiesta che possa attestare l’effettiva residenza. E’ anche previsto il mezzo dell‘autocertificazione senza, quindi, dover ricorrere agli uffici comunali, per chiedere la modifica del tipo di contratto ed il rimborso con effetto retroattivo fino ad un massimo di 10 anni.