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Ad un anno dalla sua stesura, il Ticsi (Testo integrato corrispettivo servizi idrici) entra in vigore. Dal 1° gennaio 2020 verrà applicata una tariffa agevolata che, per il calcolo dei consumi, terrà conto del numero di persone residenti nell’immobile.
L’Autorità competente Arera l’Autorità di regolazione energia, reti e ambiente, con delibera 311/2019/idr, ha fissato regole certe, sia per le utenze singole che per quelle condominiali, su messa in mora, sospensioni della fornitura e risoluzioni del contratto in caso di utenti non in regola con i pagamenti che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020
Stefano Besseghini, presidente di Arera, parla di “punte del 50% in alcune zone d’Italia” e di “contesti condominiali dove non c’è una misurazione del consumo del singolo”.
Arera assicura anzitutto che verranno salvaguardate le utenze vulnerabili (famiglie in stato di disagio economico e sociale, scuole, ospedali e case di cura) mentre prevede due differenti modalità per le utenze domestiche residenti e quelle condominiali. Inoltre, verranno annullate tutte le differenze territoriali o di gestore: le tariffe saranno unificate in tutto il territorio nazionale, e per le utenze domestiche verrà calcolata una quota fissa oltre ad una variabile. La novità più importante riguarderà proprio la quota variabile, per la quale non si terrà conto solamente dei metri cubi consumati ma anche dei componenti del nucleo familiare. Così, le famiglie più numerose potranno godere di sconti che andranno dal 20 al 50%.
Utenze Private
- Agevolazioni per i nuclei familiari più piccoli fino al 2022
L’Arera, l’Autorità di Regolazione Energia, Reti e Ambiente, a fronte della difficoltà di sapere con certezza quanti individui abitano in una casa (basti pensare che molti Comuni non sono in possesso di questa informazione) ha deciso che fino al 2022 partirà dal presupposto che ogni famiglia sia costituita da tre membri: questi nuclei familiari, con il concetto di minimo vitale introdotto nelle nuove regole sulle bollette idriche, potranno usufruire della tariffa agevolata (fino a 150 litri di acqua al giorno – 50 litri d’acqua per ogni componente della famiglia). In realtà, invece, la maggior parte delle famiglie nel nostro Paese hanno meno di tre componenti.
La disattivazione della fornitura (con risoluzione del contratto) sarà possibile solo se dopo la sospensione o la limitazione del flusso di acqua venga manomesso il misuratore, o se l’utente – nonostante gli sia stato offerto un piano di rateizzazione – continua a non pagare le bollette pregresse, riferibili ai 24 mesi precedenti alla data in cui è arrivata la messa in mora. In ogni caso il gestore non può far pagare penali per la sospensione e la riattivazione della fornitura
Utenze condominiali
Per quanto riguarda le utenze condominiali, ARERA interviene con ulteriori precisazioni. Anche nei loro confronti la sospensione e/o la disattivazione della fornitura potrà avvenire solo dopo la costituzione in mora da parte del gestore e trascorsi inutilmente i termini concessi per saldare o chiedere la rateizzazione.
Il gestore, in sede di prima applicazione della nuova disciplina in materia di morosità, non potrà attivare la procedura di limitazione/sospensione ovvero disattivazione della fornitura idrica nei confronti delle utenze condominiali qualora, entro la scadenza dei termini previsti nella comunicazione di messa in mora, siano stati effettuati pagamenti parziali in unica soluzione e pari almeno alla metà dell’importo dovuto.
Il gestore ha invece facoltà di procedere alla limitazione/sospensione/disattivazione della fornitura idrica qualora, entro sei mesi dall’avvenuto pagamento parziale, l’utente non provveda a saldare l’importo dovuto.
Infine, ARERA richiede all’Ente di governo del Condominio o ad altro soggetto competente di promuovere, ove ne sia accertata la fattibilità tecnica, di installare un misuratore per ogni singola unità immobiliare, al fine di rendere applicabili le procedure di disalimentazione selettiva e di consentire un rafforzamento delle le utenze domestiche residenti e in particolare di coloro che versano in condizione di disagio economico e sociale, ancorché morosi.